ebay
Finalmente leggo su Il Giornale una notizia che mi rincuora e non poco “Attenti a vendere su eBay: si finisce nel mirino del Fisco” …

Dico finalmente perche’ molti e molti furbi stanno rovinando il mercato con merce importata in modo parallelo, senza costi di gestione aziendale e senza tasse ed io come tanti rivenditori soffro e non poco per colpa di questo fenomeno.

Non di rado mi ritrovo con qualche cliente che viene a chiedere un prodotto contestandomi inevitabilmente il prezzo “scusa ma su eBay l’ho trovato a € xx,xx ” lasciando chiaramente intendere che io lo sto’ fregando.

Ormai nel commercio del settore informatico il ricarico e’ veramente esiguo ed e’ tutto cosi’ tremendamente calcolato che c’e’ poco da “fregare” se non andando fuori legge.

La vendita su eBay fatta su larga scala da furbetti che NON pagano le tasse importando in modo parallelo o illegale la merce “e’ fuori legge” e pertanto va punita.

Ho toccato questo tema gia’ nel 2007 e nel 2006 ma purtroppo eBay viene utilizzato ancora come strumento ammazza mercato.

Spero veramente che il Fisco vada a fondo in questa problematica online come con la stessa tenacia con cui sta’ combattendo i commercianti disonesti nel real life.

Voi cosa ne pensate?

Aggiornamento 03.09.2012

Purtroppo il link all’articolo del giornale.it non e’ piu’ valido ed e’ stato rimosso

Written by Alberico Schiappa

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This article has 17 comments

  1. cucciolone Reply

    … non sono daccordo, ebay e’ una piattaforma internazionale che consente a tutti di vendere le proprie cose!! Perche’ uno che vende su ebay deve pagare le tasse? Cioe’ se io vendo il mio pc utilizzando che ne so’ “porta portese” che faccio ci pago le tasse?

  2. thanks2world Reply

    @cucciolone

    no no io non intendo il venditore occasionale … ma se spulci bene su eBay ci sono venditori che hanno oltre 10000 e non tutti hanno un negozio e quando acquisti qualcosa ti rilasciano lo scontrino e/o fattura. Bene questi venditori sono palesemente degli evasori fiscali perche’ un normale commerciante che fa 10.000 scontrini paga le tasse su quei 10.000 scontrini … se non fa uno scontrino e lo beccano gli fanno anche un bel verbale!! Domanda cosa bisogna fare a chi NON fa 10.000 scontrini?

  3. gianluca Reply

    Concordo con thanks2world … i piccoli venditori occasionali devono essere lasciati in pace ma chi palesemente ha fatto della vendita su eBay un business deve pagare le tasse come tutti gli altri imprenditori italiani. Non e’ giusto che ci sia una evasione totale ed un inasprimento della battaglia sui prezzi per colpa di questi disonesti.

  4. peopleopinion Reply

    Personalmente sono dell’opinione che chi vende per business e comunque eserciti questa attività sia in modo tradizionale sia in modo moderno, debba SEMPRE pagare le tasse. È certamente interesse di tutti.
    Cosa diversa è chi, come privato, vende saltuariamente ed entro un certo reddito annuo, degli oggetti non facendo del commercio la sua attività preminente. In questo caso non dovrebbe avere a che fare con il fisco. In Germania, ad esempio, è già cosi: puoi guadagnare diverse centinaia di euro al mese senza che il fisco ti dia alcuna importanza. Se superi quell’importo soglia allora diventi soggetto di imposta o evasore fiscale, se non ti regolarizzi.
    Ebay, come altri siti, già permette di fare questa distinzione.
    Quindi devo dire, però, che questa cosa è mero allarmismo o quantomeno propaganda politica inutile, almeno per la mia esperienza: io ho, infatti, acquistato diverse volte on-line ed in particolare su ebay ho SEMPRE ricevuto la fattura o lo scontrino fiscale quando ho acquistato da rivenditori professionali dichiarati tali, facendo comunque SEMPRE degli ottimi affari rispetto all’acquisto nel negozio, tanto per dire, “sotto casa”.
    Quindi questa iniziativa dell’Autorità è assolutamente CONDIVISIBILE E DOVEROSA e doveva essere fatta fin da subito senza aspettare oggi. Ma allo stesso tempo sono dalla parte di quel Cliente che ti ha detto che su internet si acquista a prezzi migliori.
    Questo è un dato di fatto ed è spesso dovuto a ricarichi ancora minori fatti dagli esercenti attività on line non solo perché ottimizzano la vendita con sistemi informatici e con internet, che comunque comporta un investimento iniziale anche importante ma poi rivolgendosi l’attività ad un bacino di utenza notevolissimo questo permette di rientrare ed ammortizzare i costi degli investimenti effettuati in poco tempo specie se ci sai fare con il SEO ed il marketing on line in genere, ma anche perché spesso adottando su TUTTO il loro catalogo tecniche di just in time, drop shiping e mille altre ottimizzazioni più o meno importanti che globalmente fanno risparmiare anche parecchio sui costi d’esercizio, come ad esempio un pressoché totale annullamento dei costi di magazzino e relativa gestione. Costi che un esercente tradizionale non riesce ad evitare. Tutto questo ovviamente si riflette su minori costi per il cliente finale.
    Inoltre essendo tranquillamente e FORTUNATAMENTE possibile ed in modo DEL TUTTO LEGALE acquistare anche da fornitori internazionali europei, ad esempio, spesso gli acquisti fatti online sono dei veri e propri affari. Ancora di più.
    Io ad esempio ho acquistato tramite ebay un microscopio (è una mia passione personale) binoculare e con ben 3000 ingrandimenti e collegamento al PC tramite USB proprio da un venditore internazionale ad un prezzo molto conveniente rispetto a quelli praticati in Italia. Qui un microscopio con la metà delle performance mi sarebbe costato un po’ più del doppio.
    Certo Internet non ha sempre le stesse garanzie di quando si va a parlare faccia a faccia con l’esercente. Bisogna avere gli occhi aperti, molto aperti… Venditori nati oggi già domani potrebbero uscire dal mercato più velocemente di quanto ci sono entrati. E questo non è un bene per la correttezza dei rapporti di concorrenza e di libero mercato ne per quelli tra cliente e fornitore.
    Tutto questo nell’insieme comporta comunque che in Italia essendo il mercato “tradizionale” MOLTO MENO ATLETICO (per innumerevoli situazioni che gli operatori del settore conoscono con dovizia di particolari ed avvolte la responsabilità maggiore è proprio della penosa politica fatta dai governi nazionali che si susseguono), non riesce a reggere il confronto con il mercato elettronico, ancora meglio se esteso a livello europeo e/o globale.
    Trovo abbastanza scontate le lamentele di chi non è in grado di fare concorrenza ma solo di subirla, quindi in conclusione, se volete stare sul mercato, visto che il Comunismo è morto e tutti vogliamo l’economia di mercato, investite in miglioramenti della vostra attività e datevi una svegliata da questo punto di vista, imparando anche a scegliere i “politicanti” che mettiamo al governo affinché facciano DAVVERO gli interessi della Collettività, tutta, e non i loro e della loro ristretta cerchia di amici e parenti, come sta accadendo in questo momento, proprio nel 2011.

    Cordiali saluti.

  5. thanks2world Reply

    @peopleopinion

    Condivido quello che dici … rimane il fatto che online su ebay affiancano i sempre piu’ numerosi rivenditori “informatizzati” una marea di “non imprenditori” che fanno migliaia di vendite facendo il giochetto acquisto in cina / rivendo in italia!

    Questo articolo ha oltre un anno se vedi la data in cui e’ stato postato. Io stesso faccio acquisti anche su ebay e come tutti se vedo l’occasione mi ci butto!

    Bene, racconto una mia esperienza! L’anno scorso ho comprato un kit di lampade a risparmio energetico 22pz a 22euro … ora se consideri che il costo medio e’ di circa 3€ ho fatto un bel risparmi (pensa che ne ho ancora 7-8).

    Parlando “via email” con il tizio che aveva oltre 4000 vendite mi aveva confidato che lui importa grandi quantitativi di merce elettronica dalla cina e poi rivende a kit a prezzi stracciati in questo modo fa fuori la merce in poco tempo.

    Ora io sono stato complice a questo punto di un meccanismo perverso in cui un privato compra da un altro privato che importa da privato e rivende in un paese ad 1/3 del valore di mercato.

    Risultato : non ho comprato lampadine per oltre un anno (e ancora mi avanzano) … certo ho risparmiato qualche soldino che NON e’ andato a finire nelle tasche di altri rivenditori “che pagano le tasse” … aumentando il c/c di un privato che “non paga le tasse”

    Se a questo fenomeno di privati che fanno concorrenza sleale ai rivenditori “onesti” ci mettiamo gli evasori “disonesti” e sopra ci spalmiamo un po’ di politici corrotti arriviamo all’Italia di oggi!

    Ebay purtroppo viene utilizzata anche per vendite non proprio pulite pulite nei confronti della legge pertanto se gia’ l’anno scorso il fisco ha iniziato a monitorare i finti “privati” sono solo contento visto che io le tasse le pago realmente ;)

  6. Renato Reply

    Salve..
    Sono d’accordo con voi, è giusto che un venditore professionale paghi le tasse, ma bisogna tener conto che un venditore di eBay paga 11% sul valore finale + paypal si trattiene il 3,4% sul versamento dovuto, alla fine se uno vende un’oggetto a 100 euro in realtà ne incassa 85 circa. Non mi sebra poco….
    Saluti
    Renato

    • thanks2world Reply

      Scusami ma quanto dici c’entra ben poco con le tasse che devono essere corrisposte allo stato. Questi sono costi di gestione e di utilizzo del sistema informatico. Se un utente non vuole pagare questi oneri si crea un proprio sito, se lo pubblicizza e non utilizza paypal ma bonifico bancario o altre tipologie di pagamento.

      Ovviamente, costi di gestione a parte io mi riferisco a quelli che utilizzano eBay su grandi quantita’ e senza emettere fattura/ricevuta …

  7. angelo Reply

    Seee, sapete quanta gente compra dalla Cina stock e rivende in Italia oon ricarichi del 1000% tutto senza falsi moralismi e preoccupazioni utilizzando eBay?

  8. Mem Reply

    Eh già, in parte capisco il discorso delle tasse e dei negozianti però oggi giorno bisogna che le leggi italiane-europee in materia fiscale vadano rivedute in toto. Con la globalizzazione, aperture dei mercati , siti internazionali etc. non si può più ragionare in termini di legge del proprio orticello. I negozianti, quelli che vendono su eBay merce nuova con partita Iva etc. non dovrebbero prendersela coi privati (o finti privati) che vendono senza oneri fiscali gli stessi prodotti a prezzo inferiore tacciandoli di concorrenza sleale, dovrebbero piuttosto pretendere che le leggi italiane in tale materia vadano riviste nella sostanza, sicché nemmeno loro dovrebbero avere oneri fiscali. Uno stato serio non deve campare spostando denaro di tasca in tasca con la tassazione, piuttosto dovrebbe riuscire a produrla la ricchezza; ecco perché siamo in crisi, perché ci sono leggi e stati vecchi come l’Italia che non vogliono adeguarsi all’attuale concetto di economia reale, la ricchezza va prodotta (come fanno in Cina, India, Brasile e nuovi paesi ricchi), non speculata o spostata di tasca in tasca, andando avanti di questo passo non ci riprenderemo mai e i negozianti saranno non solo costretti a pagare sempre più tasse inutili ma subiranno sempre più la concorrenza cosiddetta sleale dei nuovi paesi e del nuovo mercato (nonché dei privati in piccola dimensione, oggi la gente si sposta, compra dalla Russia, dalla Cina…). E’ una cosa che va rivista alla radice secondo me questa delle tasse e dei venditori privati.

    • alberico schiappa Reply

      Capisco la revisione delle normative ma comunque dovrebbe tendere ad uniformare la vendita … se vendi paghi le tasse per cio’ che hai venduto professionista o meno. In questo modo non esisterebbe piu’ la discriminante che vede perdenti costantemente chi ha la P.iva super tartassati e “finti venditori saltuari” che portano a casa ingenti somme in regime all black !!!

      • Mem Reply

        Eh no, proprio qui sta il punto su cui non sono affatto d’accordo. Un privato cittadino, che ha il genio e la fortuna di riuscire a beccare ad esempio merce di nicchia richiesta in tutta Italia ma disponibile solo nella sua zona o fondi di magazzino con prodotti nuovi d’epoca etc., secondo me non è uno che fa concorrenza sleale a chi ha partita Iva è piuttosto uno che come tutti cerca di tirare acqua al suo mulino con una piccola attività integrativa di durata limitata anche se continuativa. D’altronde uno stato se vuole avere e applicare delle leggi tanto rigide in materia fiscale dovrebbe però poi garantire lavoro e benessere a tutti i suoi cittadini, cosa che in Italia è tutt’altro…insomma delle 2 l’una non puoi solo chiedere senza dare nulla in cambio. Io posso anche ammettere uno stato che tenti di rendere difficile l’iniziativa privata (cosa che l’Italia fa in pieno), però allora si sobbarca (nel dare e nell’avere) tutto lui come facevano nell’Urss o nella DDR. Ma se uno stato come l’Italia non è capace di garantire nulla ai suoi cittadini non può però pretendere di rompere troppo i maroni a chi vuole ingegnarsi in qualche cosa per tirare avanti, visto che tanto il lavoro non è capace di crearlo/garantirlo e che per giunta tormenta anche le partite Iva con tassazioni assurde.
        Appunto perciò dovrebbero essere proprio le partite Iva a ribellarsi contro lo stato, non contro i privati, nemmeno le partite Iva dovrebbero avere imposizioni fiscali, lo stato la ricchezza la deve produrre lui se ne è capace, altimenti si ritiri e lasci in mano le redini a chi invece è capace.

        • alberico schiappa Reply

          Il cittadino che ha la fortuna o il genio di vendere tanto in nicchia o meno apre una attivita’ con regolare partita iva e paga le tasse come tutti gli onesti lavoratori che ogni mattina aprono la serranda sobbarcandosi di tasse per mantenere il sistema di cui il cittadino stesso gode (fa schifo in tutto e per tutto ma le tasse le paghiamo lo stesso) … se poi vuoi sindacare sul sistema Italia che fa acqua da tutte le parti e’ un altro discorso. Il punto di questo articolo e’ questo … il venditore occasionale che deve smaltire le vecchie cose o svuotare il magazzino non e’ una concorrenza. Chi si attrezza per cospicue vendite addirittura settoriali e’ una minaccia per tutto il sistema. Io rivendo prodotti informatici con il 7% di ricarico e con la miseria che guadagno ci devo garantire 24 mesi di garanzia quando il brand ne da solo 12 (altra legge di merda fatta da burocrati corrotti dalle multinazionali) e pagare il 50% di tasse allo stato che NON mi tutela. Qualsiasi venditore seriale di prodotti tecnologici per me e’ concorrenza sleale perche’ 1) non deve assumersi la responsabilita’ giuridica dei 24mesi 2) NON PAGA LE TASSE … ci sono venditori a tuo dire “occasionali” che fanno migliaia di vendite … questo e’ danno puro per chi apre la serranda e paga le tasse e’ inutile menarsela con il fatto che apre una “piccola attività integrativa” e’ esattamente come l’abusivo che vende DVD pirata all’angolo della strada. Ora, che lo stato dovrebbe tutelare il cittadino (o l’imprenditore) e non lo fa e’ un altro discorso anche se attinente ma dove vogliamo iniziare a pulire tutta questa ingiustizia secondo te?

          • Mem

            Capisco quello che dici, nel tuo caso la concorrenza rappresentata dai finti privati che vendono articoli di elettronica ed informatica (dove i guadagni sono minimi) è una cosa che danneggia la tua attività e di quelli come te. Il mio discorso però è più sottile: per uno che si occupa di collezionismo come si può dire che deve aprire la partita Iva e pagare le tasse sul suo hobby? Se poi nel suo hobby ha la fortuna di riuscire a guadagnarci qualcosa da quando in qua si pagano le tasse per questo? Venditore occasionale…e chi stabilisce l’occasionalità o meno di un collezionista? Il collezionista ha un hobby e l’hobby da che mondo è mondo porta via molto tempo (perché piace), certo non è una cosa occasionale come chi vende il vecchio giradischi della nonna trovato in soffitta ma non è nemmeno tassabile. Ci sono collezionisti di vinili, libri d’epoca, auto d’epoca, orologi, ricambi d’epoca etc etc. ma questi non possono essere assimilati ad un lavoro, sono un puro hobby e se adesso vogliamo tassare pure gli hobby…beh io mi vergognerei di essere cittadino della repubblica italiana! …
            Secondo me questi discorsi sulle tasse comunque sono tutti da rivedere, il mondo oggi corre a 100 all’ora mentre le leggi e la burocrazia nazionali sono ferme a 10 all’ora, le tasse , i negozianti etc. tutta roba che funzionava nel 20 secolo! Oggi bisogna rendersi conto che il mondo è cambiato, la Cina se ne sbatte dell’Iva e delle tasse…allora qui le cose sono 2 o ci chiudiamo in autarchia fascista o facciamo in modo di competere con loro, il che non si fa con le nostre vecchie regole del nostro piccolo mondo antico, faremmo come i pellerossa con le frecce contro le pistole dei cowboy! Fare la guerra fra poveri, in tal caso fra venditori (privati, finti privati non privati etc) è fare un piacere allo stato e al suo sistema improduttivo e fallito.

  9. alberico schiappa Reply

    @mem

    Il problema e’ questo, la legge impone tasse ed oneri purtroppo esorbitanti. I falsi privati “non l’hobbysta di turno” … fanno grandi numeri a discapito delle regole c’e’ poco da fare. I normali contribuenti continuano a far fatica perche’ oltre il 50% se ne vola via in tasse mentre questi falsi privati guadagnano fregandosene del mondo. Si, hai ragione quando dici che le leggi non sono corrette e non sono moderne, hai ragione quando dici che la Cina se ne sbatte di tutto e di tutti e frulla tutto ma qui siamo in Italia e purtroppo dobbiamo sottostare alle leggi che ci sono. Qui non si puo’ ammazzare uno con la p.iva e far finta di niente con un privato che fa 20.000 vendite. 20.000 non e’ un hobby e’ lavoro :)

  10. Tommaso Reply

    Cosa direbbe un venditore RL (chiamamola così) che vende anche su ebay se da un giorno all’altro vietassero (giustamente) la vendita ai negozianti reali su piattaforme online? Secondo me ci vorrebbe distinzione, esattamente come c’è distinzione trà i vari negozi:

    Un negoziante che vende vestiti può forse mettere un tavolino fuori e vendere cocomeri?
    NO (con ebay può. e non dite che non è vero), sarebbe da chiedere a tutte le p.iva se vendono effettivamente i prodotti del loro settore di vendita
    Allora perchè i negozi reali vendono online distruggendo così il mercato? Guardate che eBay è in crollo da quando ci sono i negozianti..quelli sia rl che online (ovviamente se uno lavora solo online è nel giusto)
    Il negoziante con partita iva può vendere benissimo per strada, invece di lamentarsi dei venditori ebay (l’unica piataforma in cui un poveraccio può almeno provarci; forse se io stesso non avessi possibilità neanche su ebay mi sarei già buttato giù).. e guadagnarsi veramente la pagnotta camminando e sudandosela a vendere i suoi prodotti invece di stare seduto su una seggiola; possibile che non capiate di essere privilegiati?? Io se mai riuscirò a prendere partita iva non me ne starò seduto in un negozio ad aspettare una vendita che diavolo.
    Secondo me (ma credo giustamente e me lo auguro visto che io per ora sono disoccupato e ci stò provando vendendo i miei 10 prodotti al mese) è già così; ci vorrebbe una no tax area almeno fino alla cifra che richiedono per le partite iva (il minimale inps per intenderci); mi dite come diavolo deve fare uno a campare se non solo non è tutelato, ma non può neanche provare a realizzarsi!?! non me ne vogliate ma sono stufo di sentire queste guerre trà poveri; io vendo poca roba, e se riuscirò ad avviarmi di certo prenderò partita iva e sarò lieto di pagare le tasse (ho pagato 80 euro di tares pur vivendo in affitto a 800 euro per 60mq mentre chi ha la casa di propietà non l’ha pagata, vi pare normale, dovrei forse non avercela con qualcuno? Ma nonostante questo sono onesto, ma purtroppo non sono un privilegiato), non potete chiedermi di pagare una multa per aver evaso 100 euro e di rinunciare così ad un’ultima possibilità!! siano pure oggetti nuovi, cerco sempre di non fare concorrenza a nessuno, l’esempio del venditore di strada non è molto calzante poichè mentre i vucumprà vengono da fuori e non hanno contribuito minimamente a niente di questo paese per me non potrebbero neanche camminare sulla strada; la verità è che in un mercato realmente libero come quello di HK ad esempio tanti negozianti che qui si dichiarano onesti si accorgerebbero che in realtà non sanno proprio farli i soldi, tasse alte o meno!! In un mondo libero anche chi non ha avrebbe la possibilità di fare, e quel qualcuno saprebbe dove spendere, e forse l’economia ritornerebbe a girare; mi sembrate persone sane, perciò immagino che i vostri discorsi fossero applicati ai reali venditori che fanno i soldi evadendo, lasciate provare chi non può.. Un giorno quelle persone forse potranno ricominciare a spendere anche nei vostri negozi. Se così non sarà l’Italia farà a meno di un’altra persona che farà girare l’economia da qualche altra parte

    • alberico schiappa Reply

      Io a Dicembre ho dovuto pagare anche l’anticipo IVA per il 2014 … una scadenza FISCALE obbligatoria per i possessori di P.IVA tra’ le tantissime che ci sono … per non parlare delle varie scadenze burocratiche obbligatorie DPS, Smaltimento Toner, 626 e non riesco neanche a pensare quante altre ce ne sono da “smaltire durante l’anno” …

      Sinceramente non so nel 2014 quanto riusciro’ a lavorare perche’ quest’anno ho perso diversi clienti importanti perche’ hanno chiuso “per le troppe tasse” … Intanto lo stato mi dice DEVI darmi un anticipo sull’IVA che incasserai nell’anno prossimo … E se chiudo?

      Di cosa stiamo parlando ? Qual’e’ l’argomento ? Tolleranza per chi non e’ in regola e distruzione totale per chi vuole stare in regola ? Hai una misera, vaga idea degli adempimenti obbligatori per un possessore di P.IVA ???

      Mi dispiace per la situazione in cui parecchi stanno ma il punto che vedo rimane sempre esattamente lo stesso : se vendi online di tanto in tanto (se hai svuotato il garage o la soffitta) non e’ da intendersi come attivita’ primaria ma se lo fai serialmente ed in modo organizzato DEVI essere allo stesso livello degli altri lavoratori onesti che pagano le tasse e soffrono purtroppo in silenzio.

      Non esiste e non deve esistere il commerciante di serie A e quello di serie B … che si vendo online o in real life o in entrambi i modi.

      Il problema e’ diverso, il peso fiscale in Italia e’ esagerato e su questo possiamo parlare quanto vuoi ma non puo’ esistere l’italiano o lo straniero che vendono serialmente con una qualche giustificazione rispetto ad un folle che ha la P.IVA che poi paga tasse anche per loro.

  11. Tommaso Reply

    Escludendo coloro che privatamente fanno Import Export illegale dalla Cina o altri paesi (dovrebbe essere la dogana a bloccare questo sistema)..se esportare l’olio Italiano fosse facile come esportare dalla Cina ci sarebbero enormi ricchezze in mano a tanti Italiani… Esclusi coloro dicevo, voglio ricordare che chi ha partita iva scarica l’iva appunto, il privato la paga alla fonte e quindi non la può incassare in caso di evasione (cosa che fà l’80% dei venditori possessori di partita iva su internet).. Nessuno mai che mi abbia chiesto il codice fiscale in acquisto; onestamente sapere che quel comerciante legale ruba il 22% di soldi miei che lo stato gli regala (grazie ad un sistema di tassazione demenziale) mi fà molto più incazzare che acquistare da un privato, poichè lui può abbassare il prezzo di un ulteriore 22% che Ruba allo stato, il privato no perchè la tassa la paga alla fonte; infatti se guardate bene la gdf non và certo dai privati, và piuttosto a cercare questi ladri con partita iva; ovviamente credo che nessuno dei tanti moralisti sui forum lo sia. Comunque, ora hanno tolto il minimale inps per i minimi (grande Renzi), preparatevi: perchè adesso verrà premiata la meritocrazia finalmente… Comunque sapete si può eccome fare da privati, solo che è stato creato un sistema di odio da parte di monti etc, in Italia in realtà esiste una no tax area di 5k euro all’anno, (avete mai visto un gdf che si fà fare il mandato per un privato che si arrangia?); se ha partita iva il discorso appunto cambia poichè l’iva che non dichiara non solo non la paga, ma se ne incassa il doppio, logico che le multe in quel caso ci sono eccome. Il fatto è che: SE LA DICHIARAZIONE LA FAI E CI METTI TUTTE LE CIFRE ESATTE NON SEI UN EVASORE; privato o meno; quindi puta caso se io privato faccio le ricevute e dichiaro tutto nel modello non vedo il problema, certo se ci metto 15 mila euro ovviamente sorgono dubbi ed a quel punto è anche giusto fare controlli

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