Vista l’esperienza ormai decennale nel settore informatico, al primo avviso di segni potenziali di rottura dell’HDD corro subito ai rimedi. Ho visto troppi clienti piangere in passato sui dati spesso catastroficamente importanti per l’azienda andati persi perche’ :

  1. non si fanno i backup
  2. non si fanno regolarmente
  3. non si controlla l’esito dei backup
  4. non si accettano volentieri i consigli del tecnico di turno che suggerisce di cambiare hardware.

Per quanto mi riguarda e’ un argomento particolamente importante per chiunque utilizza un computer sia a livello domenstico che professionale e nel blog se cercate la semplice parola hard disk troverete diversi articoli in merito.

Kroll Ontrack ha creato un manuale gratuito per i possessori di PIVA che aiuta a capire meglio il funzionamento di questo vitale componente e di come reagire in caso di guasto.

In ufficio ho ancora diversi HDD da 640Mb (qualcuno non sa neanche che sono esistiti) che lavorano egregiamente in hardware preistorico (P2 233Mhz o P3 400Mhz) che con il passare del tempo hanno visto una quatita’ esagerata di HDD dagli 80Gb ai 320Gb sostituiti in macchine decisamente piu’ recenti.

Le domande che mi e vi faccio sono sostanzialmente due : i produttori hanno diminuito di molto la qualita’ costruttiva o la troppa velocita’ degli attuali dischi (che non e’ mai abbastanza) ha portato ad un indice di rottura superiore?

Visto che ormai un HDD da 1Tb costa poco piu’ di € 130,00 non sarebbe il caso di produrre nuove unita’ magari anche a costo maggiore e con dispnibilta’ inferiore di Gb ma con una qualita’ duratura come quella di un tempo … che ne pensate?

Written by Alberico Schiappa

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